Catalog summary
oil on unlined canvas121.5 x 172.5 cmin antique frameProvenanceCollection of the Marquis Adauto Diotallevi, Rimini, until the 1930s; and by inheritance to the current owners.The present attribution has been suggested by Vilmos Tátrai and confirmed by professor Francesco Petrucci on the basis of color photographs.Il dipinto, inedito e di cui non si conoscono copie o varianti, raffigura un raro episodio veterotestamentario, narrato nel Libro di Daniele (Daniele 13.1-64): la giovane e bella Susanna, moglie del ricco Ioachim, viene sorpresa sola nel suo giardino, mentre fa il bagno, da due vecchioni, i quali la obbligano a giacere con loro, minacciando altrimenti di denunciarla come adultera. La donna rifiuta e i due anziani la accusano davanti al Consiglio. Data l'autorevolezza dei due anziani, l'assemblea crede al loro racconto e condanna a morte Susanna. Dio ascolta però la protesta di innocenza di Susanna ed ispira il giovane Daniele a gridare: "Io sono innocente del sangue di lei". Alla richiesta di spiegazione del senso di queste parole, Daniele risponde: "Siete tanto insensati, o figli di Israele? Avete condannato una figlia di Israele senza aver fatto inchiesta e investigato bene la verità ! Tornate al luogo del giudizio, poiché costoro hanno testimoniato falsamente contro di lei". Per dimostrare la falsità della testimonianza dei due vecchioni, Daniele decide di interrogarli separatamente: chiede ad entrambi sotto quale albero del giardino abbiano visto Susanna e il suo amante commettere adulterio. Il primo risponde: "sotto un lentisco", il secondo "sotto un leccio". La discordanza delle deposizioni è considerato motivo sufficiente per scagionare Susanna e far condannare a morte i due turpi anziani.La storia di Susanna e Daniele (il cui nome in ebraico significa "Dio giudica") precorre il più noto l'episodio evangelico di Cristo e l'Adultera, da cui deriva anche l'iconografia.